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Ma che tour quello fatto nella zona Conegliano-Valdobbiadene!

Sarà stato il clima super con un sole splendente, il paesaggio caratteristico, i centri accoglienti e curati, pieni di storia, per non parlare della cucina tipica. Insomma mi sono tanto divertita: con il volante della mia auto in affitto in una mano e il navigatore nell’altra sono andata su e giù per le colline della provincia di Treviso a provare qualche Prosecco..

Penso che sia un vino amatissimo da alcuni, meno capito da altri; probabilmente una delle varie ragioni è che sia spesso erroneamente comparato agli spumanti Metodo Classico (peggio, allo Champagne) ma, invece, ha tutt’altra collocazione e se si chiarisce ciò, si può iniziare veramente a conoscerlo.

territorio

territorio

(Come al solito inizierò con un po’ di informazioni generali e alla fine lascerò qualche considerazione sulle aziende visitate).

Curiosità e denominazione

“Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore” pare essere difficile da pronunciare perfino dagli italiani. Figuriamoci dagli stranieri, sostiene qualche esperto di marketing ed export. Ma c’è una logica e c’è, soprattutto, un esigenza dietro questa “denominazione-delimitazione”.

Conosciamo tutti il successo del Prosecco ed è grazie alla sua popolarità che moltissime zone di produzione, perfino all’estero, hanno cercato di riprodurre questo vino così intrigante; forse un po’ come è accaduto con il Chianti (fino ad arrivare alla delimitazione della zona di produzione storica del Chianti Classico).

Il Prosecco, in generale, è -infatti- uno dei simboli della viticoltura italiana nel mondo, è icona dell’aperitivo e ha ormai deciso di competere direttamente con i numeri dello Champagne come scrivevo di recente (leggi qui).  Questo perché si tratta di un vino leggero e piacevole che, spesso, non richiede troppe spiegazioni, è immediato e conquista un po’ tutti. Ecco che si è cercato di approfittare di questo trend positivo finché non si è resa necessaria una regolamentazione.

La Piramide qui rappresentata può rendere bene l’idea:

  • alla base c’è il Prosecco DOC, prodotto in 9 province italiane situate tra il Veneto e il Friuli;
  • poi, a imbuto, iniziamo a restringere il campo alle 2 DOCG “Colli Asolani” e la nostra area di interesse collocata nella zona storica di produzione del Prosecco chiamata “Prosecco Superiore” ed è -appunto- la zona compresa tra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene;

    pyramid

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  • A questo punto è prevista (da un po’ di tempo a questa parte) un’ulteriore parcellizzazione, le “Rive”: che individuano un prodotto da uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che un territorio conferisce a quel vino;
  • Infine, il top: il cru “Cartizze” posto ancora più in alto dove la viticoltura è definita eroica.

Per questi ultimi 2 sono previste specifiche restrizioni (e diverse tra loro) al fine di offrire la massima qualità al consumatore attento a leggere sull’etichetta “Cartizze” o “Rive di… (nome del comune)”.

Territorio

  • Siamo nella zona collinare della provincia di Treviso dove i pendii diventano, in alcuni casi, veramente ripidi e difficili da lavorare.
  • 15 comuni con 6.000 ettari di vigneto iscritti all’albo e, di questi, poco più di 100 si trovano nel Cartizze.
  • La vite è coltivata solo nella parte più soleggiata dei colli, ad un’altitudine compresa tra i 50 e i 500 metri sul livello del mare. Il clima è mite. Le escursioni termiche, l’esposizione a sud-est e le precipitazioni si combinano alla composizione del terreno che varia di zona in zona (generalmente calcareo nella zona centrale, con marna in Cartizze)
carpenè malvolti

carpenè malvolti

Uve e vini

  • Il Prosecco è un vino bianco fresco e leggero, prodotto specialmente nella versione spumante e fatto per l’85% di uva GLERA (per il 15% è concesso l’uso di Verdiso, Perera e Bianchetta, varietà locali e poi Pinot e Chardonnay).
  • METODO DI PRODUZIONE: Charmat, quindi la seconda fermentazione (il processo che distingue un vino spumantizzato dagli altri perché genera l’anidride carbonica per mezzo dell’aggiunta di lieviti e zuccheri) avviene in autoclave (e non in bottiglia come previsto dal metodo classico). Ho già scritto a riguardo di recente, leggi qui.
  • GUSTO: è spesso prodotto nelle versioni più morbide, cioè con maggiore quantità di zuccheri “Extra –dry” o, come per il Cartizze, nella versione “Dry”; sempre più produttori producono anche la versione più secca “Brut” o addirittura “Extra-Brut” cioè versioni in cui la quantità di zuccheri si riduce sempre di più;
  • ABBINAMENTI: è il re dell’aperitivo nel mondo ma, per carità, non miscelare come base per altre bevande, direbbero gli appassionati. Le versioni Brut ed Extra Brut si abbinano bene anche a piatti non troppo elaborati:
  • SERVIZIO e CONSERVAZIONE: il Prosecco è da bere nel bicchiere “da prosecco” appositamente realizzato (dalla Riedel) oppure in un calice a tulipano (meglio della classica flute immaginata per apprezzare le bollicine ma non perfettamente adatta alla degustazione). Servire a 6-8° e consumare in tempi brevi, tendenzialmente non oltre i 18/24 mesi.
  • Relativo e meno rilevante il concetto di Millesimato per il Prosecco (rispetto, invece, agli spumanti Metodo classico in generale o allo Champagne)

Il consorzio e la comunicazione

Il consorzio svolge un ottimo lavoro, come non tutte le regioni in Italia devo ammettere, ed è anche suo il merito di tanto successo. Basti pensare a quanti recandosi in un bar chiedono “un Prosecco” come simbolo dell’aperitivo, in Italia e non solo.

Oggi, gli obiettivi di comunicazione sono ulteriori e finalizzati a far comprendere la differenza tra il Conegliano-Valdobbiadene denominato -appunto- superiore nonché la possibilità di goderselo anche in abbinamento a diversi piatti e non solo per le occasioni importanti. A tal proposito sono stati realizzati degli eventi e pubblicati dei testi molto interessanti, tra i quali uno in collaborazione con chef che hanno utilizzato il Prosecco addirittura per la realizzazione stessa di alcune ricette, il fine è quello di far conoscere meglio il prodotto e comunicarne la versatilità.

Il consorzio è molto vicino alle aziende ma soprattutto al consumatore e agli appassionati guidandoli con un ottimo lavoro di Pubbliche relazioni (nel caso degli addetti ai lavori) e di formazione addirittura, non ultima la possibilità di studiare con l’Academy e i video disponibili sul sito del Consorzio stesso.

 

Le cantine

Come sempre, la scelta delle cantine è molto difficile, mi sono avvalsa -anche in questa occasione- dell’aiuto del Consorzio con l’obiettivo di selezionare un numero di cantine ragionevole per la mia settimana di tour e che mi potesse dare un’idea generale. Ma tornerò più che volentieri per continuare ad essere sorpresa così come è accaduto questa volta!

CARPENÈ MALVOLTI

Non posso che iniziare con l’azienda storica, protagonista del successo e dello sviluppo stesso del vino, fondata a fine ‘800 da Antonio Carpenè e, ancora oggi, gestita dalla famiglia alla sua V generazione ormai.

carpenè malvolti

carpenè malvolti

I Carpenè hanno lavorato sul metodo di produzione e migliorato molte delle condizioni e delle tecniche produttive negli anni, hanno fondato la Scuola Enologica di Conegliano (I scuola enologica in Italia) e successivamente il Consorzio insieme a qualche altro produttore. Sono gli unici ad essere in Conegliano paese e restano una garanzia grazie alla qualità e ai numeri (5,5 mln di bott. l’anno) che consentono di trovare il prodotto senza troppe difficoltà. Apprezzo sia il “classico” della gamma: il Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore nella sua versione Extra dry dall’eccellente rapporto qualità-prezzo, sia la versione Brut senza dubbio. Sempre interessante resta degustare anche i prodotti che richiamano, in qualche modo, la tradizioni come il Rosè (Brut) da uve Pinot nero e per il 15% di Raboso, un rosso locale poco noto.

VILLA SANDI

Altro nome prestigioso, altra garanzia. Bellissima la Villa che, appunto, dona il nome all’azienda e risale al XVII secolo, per non parlare delle cantine sotterranee, molto affascinanti. È la famiglia Moretti-Polegato alla direzione da più generazioni e, a mio avviso, ha sviluppato una comunicazione e un’ospitalità eccezionali. Non a caso, oltre alla Villa -spesso scelta da americani e non solo per eventi speciali- completa il quadro una splendida “Locanda Sandi” dal tono più rustico ma di particolare finezza. I vini sono piacevoli e attenzione, non sto parlando solo del Prosecco Valdobbiadene Superiore (Extra dry) o l’elegante Cartizze “Vigna La Rivetta” che si lascia apprezzare sin da subito grazie ad un bellissimo packaging ma ci sono anche dei rossi interessanti che mi piacerebbe recensire a parte. Ad esempio “Corpore” il Merlot realizzato con il noto Cotarella, o anche “Marinali” (rosso) per esaltare la varietà locale, il Raboso.

malibran

malibran

MALIBRAN

Più spostata verso la zona di Conegliano, è certamente una delle mie aziende preferite di questo tour, non ho dubbi!

La visita con Maurizio Favrel, giovane titolare, è stata dettagliata e particolarmente interessante, abbiamo analizzato i singoli vigneti e poi degustato le singole basi. Ho percepito con chiarezza la grande passione per il territorio prima di tutto. Poco da aggiungere se non che ho amato veramente tutti i prodotti dell’azienda: dal Prosecco Superiore nella sua versione più classica, Extra-dry, alla versione più secca (Brut) che io personalmente preferisco e che esprime lo stesso equilibrio, piacevolezza e frutto che ci si aspetta dal Prosecco. E poi il Prosecco con il fondo (cioè con i lieviti visibili, quindi il prodotto è volutamente non limpido) per ricordare la tradizione quando gli spumanti erano così, intenso e diretto! Complimenti davvero.

BELLENDA

Passione, orgoglio, rispetto per territorio e tradizione. Sono un po’ tutti gli ingredienti di un’azienda familiare con un relais che consiglio vivamente “Alice”. Con il titolare ho discusso a lungo circa l’italianità del Prosecco che -insieme all’Asti- è il vero spumante italiano e si distingue da qualsiasi altra produzione. Un’azienda un po’ in controtendenza che crede tantissimo nel metodo classico, d’altra parte inizialmente anche per il Prosecco si usava la rifermentazione in bottiglia. “La Glera sposa perfettamente la lavorazione in autoclave a differenza di altre uve ma non è detto che i vini debbano essere perfetti, sempre che siano buoni” è questa la filosofia… sperimentale ma, in realtà, anche tradizionale dell’azienda. E allora non resta che provarli, hanno tutti personalità, questo è certo.

PERLAGE WINES

Azienda biologica. Ci arrivo in un pomeriggio di sole magnifico e allora vi confesso che ci ho speso molto tempo per fare delle belle fotoperlage. La linea è molto ampia e offre moltissima scelta quindi serve fare attenzione, non ultima la linea pensata per i giovani con un packaging molto colorato e un prodotto immediato, anche il nome è originale “Perlapp” cn la relativa App e che si lascia bere senza complicazioni. Mi colpisce anche il Prosecco “vegano” (durante il processo di chiarifica vengono utilizzate proteine di origine vegetale anziché di origine animale). A voi la scelta.

TANORÈ

Che vini signori! E che bella visita: senza giri di parole, senza enfasi, senza “peli sulla lingua” ma con rispetto, amore e determinazione: agricoltori veri, appassionati, persone vere che fanno il proprio lavoro senza preoccuparsi di essere “simpatici”, perché ci credono ed è per questo che poi hanno successo. Tanti i premi anche quest’anno per vini di classe direi. Bilanciati, con una certa struttura, complessi, perfino longevi in alcuni casi. Che irriverenza verrebbe da dire ma in realtà questi sono i vini che farei provare a chi non conosce il Prosecco, o a chi lo ritiene un vino semplice e niente più. Inutile aggiungere note per i singoli vini, pescate a occhi chiusi.

VAL D’OCA

val d'ocaProbabilmente l’azienda più grande della zona, con i suoi 12 milioni di bottiglie riesce ad offrire un bel rapporto qualità prezzo e tanti prodotti diversi anche con packaging diversi, andando incontro ai diversi gusti. Ho scritto a tal proposito di recente quindi per non ripetermi rimando al precedente articolo.

SCUOLA ENOLOGICA

Non potevo tralasciare un istituzione così importante della zona. Fondata nel 1876 dai Carpenè è ormai punto di riferimento importante. Approfitto per un tour con la Preside di grande gentilezza e personalità al contempo che mi confessa un aumento delle iscrizioni negli ultimi anni con una percentuale bassa di donne.

È qui che nasce il famoso “incrocio Manzoni” che prende il nome da colui che fu Preside della scuola (Luigi) e che attuò una modifica genetica di varietà diverse per ottenere delle particolari e migliori caratteristiche. Gli incroci sono diversi ed indentificati con un codice, il più noto è probabilmente il 6.0.13 (bianco).

Ma per insegnare a fare il vino serve… farlo e allora qui troviamo ben 13 ettari per una produzione di diverse migliaia di bottiglie; ho avuto la fortuna di provarne alcuni e parlo proprio di fortuna dato che questi vini sono acquistabili solo presso la scuola ma, chiaramente, non distribuiti (non trattandosi di produzione ai fini commerciali) e sono tanti e diversi, da quelli fermi a quelli Presentazione standard2frizzanti, bianchi rossi, rosati e così via. Mi colpisce la Glera frizzante, cioè la “nostra” Glera (base del Prosecco) che, in questo caso, non diventa spumante ma  è usata per produrre un vino frizzante, un rapporto qualità-prezzo pazzesco!

VARIE

Al di là delle visite in azienda ho avuto modo di provare diversi altri vini, mi limito a quelli che ho bevuto in questa stessa settimana quando il confronto tra i prodotti è più efficace e il quadro più completo.

Foss Marai resta un bel prodotto che non delude e anche la bottiglia si presenta bene.

De Faveri è di classe, perlage fine, mi sento di consigliarlo vivamente.

Col Veltoraz di cui leggo spesso pareri discordanti ma di cui ho apprezzato il “Brut zero” che sarebbe un dosaggio zero in sostanza (senza zucchero) e che ho trovato equilibrato, piacevole e adatto anche a piatti purchè non troppo elaborati.

 

Non mancheranno nuovi tour e nuove degustazioni e non mancherò di aggiornare e integrare questo report con novità.

 

Mi scuso per eventuali mancanze.

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