Degustazioni alla cieca, in batteria, ampie batterie.

È quello che accade ogni anno in occasione delle Anteprime. Croce e delizia di produttori e critici di vino i cui confronti oscillano puntualmente tra l’importanza di questi appuntamenti strutturati, per chi freme di valutare l’andamento dell’annata in esame, e l’impossibilità di approfondire tutto il lavoro che si nasconde dietro quella bottiglia frutto di scelte, sofferenze, sperimentazioni, storie familiari.

Personalmente ritengo impagabile ed insostituibile il valore di una visita approfondita in azienda alla scoperta delle tracce – più o meno visibili – che ciascun terreno, soffio di vento, foglia di vite e mano appassionata trasformano in gocce di vino.

È pur sempre vero, però, che la “freddezza” di questo esercizio, si può trasformare in una risorsa informativa oggettiva, immediata e mirata di Parkeriana memoria. Ed è quello che mi accingo a fare con la Vernaccia di San Gimignano che ho degustato in occasione dell’Anteprima di Febbraio e che riesco finalmente a riordinare. Una lista che prescinde da dimensioni, storicità e quanto di bello ruota intorno a ciascuna produzione.

Breve premessa: la Vernaccia di San Gimignano è il bianco toscano che sopravvive all’ombra  della fama dei fatidici rossi regionali. Prima DOC italiana (oggi DOCG), prodotta su terreni di sabbie gialle e argille sabbiose nei confini del “comune delle torri” erto su un colle di tufo: San Gimignano, provincia di Siena.  Il disciplinare prevede l’utilizzo dell’85% di Vernaccia e il 15% di altri bianchi tra cui anche Sauvignon e il Riesling. Ed ecco che gli stili tendenzialmente disponibili sono due:

  • Quello puro che esalta le caratteristiche agrumate e floreali lasciando spazio alla frutta secca e note minerali con l’evoluzione (alcuni parlano di “idrocarburi” addirittura)
  • Lo stile più “profumato” per mezzo di Chardonnay, Sauvignon e Riesling

In ogni caso c’è da aspettarsi struttura e sapidità nonché che le uve migliori siano spesso destinate alla versione riserva che prevede un anno di invecchiamento in legno.

 

Ecco la schietta lista in freddo ordine alfabetico:

  • Casa alle Vacche, Vernaccia di San Gimignano 2016

non solo agrumi e ginestra ma anche una nota di macchia mediterranea che invita subito al sorso, immediatamente fresco ma in evidente moto verso l’equilibrio

  • Casa alle Vacche, Vernaccia di San Gimignano “I Macchioni” 2016

naso compatto con tocco tropicale; sorso pieno, elegante e intrigante.

  • Casa alle Vacche, Vernaccia di San Gimignano Riserva “Crocus” 2014

di sottile complessità, il frutto è più maturo dei precedenti e una lontana nota che ricorda uno stile riduttivo arricchisce il bouquet. Pulito e con buona persistenza di frutto, l’alcool supporta un certo corpo, retrò fumè.

  • Casale Falchini, Vernaccia San Gimignano “Ab Vinea Doni” 2015

Piacevole naso di lime e mimosa su fondo vagamente balsamico. Succoso ed equilibrato

  • Casale Falchini, Vernaccia San Gimignano Riserva “Vigna a Solatio” 2014

non di grandi complessità e persistenza ma armonico e sexy, con sicuro potenziale di invecchiamento

  • Castello di Montauto – Famiglia Cecchi 2016

profuma di pompelmo rosa, ananas e timo, il sorso è vibrante e richiama il cedro candito

  • Castello di Montauto – Famiglia Cecchi 2015

si distingue con note di miele di acacia e un tocco vagamente fumè, solo sullo sfondo emergono note fruttate di pesca. Coerente al palato e decisamente stuzzicante.

  • Fattoria di Pancole, Vernaccia di San Gimignano 2016

Note di banana e rosmarino si bilanciano prima di lasciare spazio ad un sorso fresco ma pieno, lascia intravedere un buon potenziale di invecchiamento

  • Fattoria San Donato, Vernaccia di San Gimignano Riserva “Benedetta” 2014

la maturazione aggiuntiva della riserva si esprime sotto forma di maggiore integrazione e maturità di frutto, intriga un soffio marino, ottima la sapidità

  • Fattorie Melini, Vernaccia di San Gimignano 2016

speziato, brioso, saporoso, molto interessante

  • Fontaleoni, Vernaccia di San Gimignano Riserva 2014

naso più profondo con strati dal floreale ad un delicato tostato. Pieno, ancora molto giovane.

  • Il Colombaio di Santa Chiara, Vernaccia di San Gimignano “Campo della Pieve” 2015

a tratti esuberante con note di mela verde, buccia di limone ed erbette. Semplice ma vivo e di quella sapidità che invita al secondo sorso

  • Il Palagione, Vernaccia di San Gimignano “Hydra” 2016

delicato con sfondo di agrumi canditi e fiori bianchi, coerente in bocca con una freschezza ancora prorompente

  • Palagetto, Vernaccia di San Gimignano “Ventanni” 2015

lo sfondo tropicale lascia spazio alla polvere da sparo e poi a spezie dolci con una leggera vaniglia. Un vino che non passa inosservato e si svela un po’ alla volta

  • San Benedetto, Vernaccia di San Gimignano Riserva 2015

una nota ossidativa arricchisce il quadro olfattivo composto da mela essiccata e nocciola tostata. Bella l’intensità, la mela torna a sbuffi insieme ad un tocco quasi etereo.

  • Torre Prima, Vernaccia di San Gimignano 2016

fiori di acacia e macchia mediterranea arrivano prima della frutta bianca ma quello che colpisce è la trama, da attendere ancora un po’ per una piena soddisfazione

 

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