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Si parla da qualche anno di vino vegano ma l’argomento suscita ancora dubbi e curiosità alimentando la delicata discussione relativa alla filosofia vegana la quale rifiuta lo sfruttamento degli animali e che nell’ambito alimentare si traduce con l’esclusione di ogni prodotto di origine animale.

Non a caso Claudio chiede chiarimenti ponendosi la più lecita delle domande: “ma il vino non deriva dall’uva?!”.

La risposta è abbastanza semplice, eventualmente lo sono meno le implicazioni e le scelte che ne conseguono: nel processo di produzione di un vino è possibile utilizzare sostanze di origine animale (albumina, caseina, colla di pesce, …) finalizzate alla chiarifica (quindi ad ottenere un vino perfettamente limpido così come lo troviamo in bottiglia). Queste sostanze possono essere sostituite da altre di origine chimica, vegetale o minerale, senza entrare nel merito di scelte tecniche che fanno preferire l’una all’altra in base a lati positivi e negativi di ciascuna.

Ma non basta, perché il discorso si fa più ampio se si parte già dalla vigna e relativo utilizzo di prodotti animali (si pensi al classico letame usato come concime) o di animali stessi (il cavallo al posto del trattore), pratiche spesso preferite dai produttori di vini biologici e, meglio ancora, biodinamici. Quindi qui la situazione si fa controversa e difficile da dirimere per i sostenitori della filosofia vegana.

Non mancano certificazioni apponibili sull’etichetta o auto-certificazioni da parte del produttore.

Grazie Claudio, alla prossima… curiosità!

 

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