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Quale migliore occasione, se non il cinquantesimo compleanno, per una verticale di Vino Nobile di Montepulciano in compagnia di appassionati critici e giornalisti di settore.

Infatti è proprio con una verticale che l’azienda Carpineto, oggi guidata da Antonio Michael Zaccheo junior, ci ha accolti nell’estesa sede aziendale di Montepulciano in attesa del sentito Bravìo e dell’evento enogastronomico ad esso legato A Tavola con il Nobile, di cui ho già scritto. Azienda di 3 milioni di bottiglie spalmate su 5 grandi zone produttive della mitica toscana: oltre a Montepulciano, Chianti Classico, Gaville, Maremma e Montalcino.

azienda carpineto – montepulciano (toscana)

Questa (della zona di Montepulciano) è la più ampia con circa 180 ha dove il Vino Nobile quest’anno è stato messo alla prova da un’annata non facile ma che probabilmente, si discuteva con Antonio Michael Zaccheo jr, comporterà una produzione molto ridotta in quantità ma dalle grandi potenzialità

Così prima di intrattenerci in un pranzo di notevole qualità per scelta dei prodotti, tipicità e preparazione, organizzato dal Ristorante Il Rabarbaro di Chianciano ci concentriamo su 8 bottiglie in verticale dal 1989 al 2012.

degustazione verticale di vino nobile montepulciano – azienda carpineto (toscana)

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 1989

Annata a 3 stelle che, però col tempo, come spesso capita, si è rivelata particolarmente interessante e questo bicchiere lo dimostra sin da una prima analisi visiva. Il colore è un granato compatto e con una bella vivacità. Al naso note di sottobosco e viola appassita si alternano elegantemente con frutti di bosco, pepe, liquirizia e sentori animali di pelliccia che arricchiscono un bouquet evidentemente stratificato. Al gusto presenta una straordinaria freschezza e una bella trama e una leggerissima chiusura amaricante. Tra i migliori assaggi della batteria

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 1990

A conferma di quanto accennato con l’assaggio precedente, il Vino Nobile 1990, annata a 5 stelle, si presenta decisamente decadente con punte di ossidazione nel colore e nel bouquet che vira decisamente sull’etereo con sbuffi di liquore al caffè e confettura di fichi che poco altro lasciano scorgere. In bocca è asciutto. Il vino è vivo si sa e ogni bottiglia ha una sua storia.

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 1995

Annata a 4 stelle, partita tardi per poi andare incontro ad un andamento ottimale che lascia prevedere un buon potenziale. Premesse ed introduzioni a parte, il bouquet è penetrante: è subito porcino poi foglie bagnate e frutti rossi su uno sfondo balsamico. Ancora notevole l’acidità con un tannino importante che può ancora ammorbidirsi. Tra i migliori assaggi

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 2007

Granato solo nei riflessi mi lascia immaginare un vino molto più giovane. Al naso è rinfrescante e quasi pungente grazie a note di pepe più verde che nero oltre ai piccoli frutti di bosco. Ancora ruvido al palato, con un tannino meno elegante che taglia un po’ prematuramente il finale. Da attendere

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 2010

Annata a 5 stelle molto decantata, calda e uniforme, non a caso questo vino è premiato da Wine Spectator. Il colore è decisamente vivace e il naso intrigante con frutto croccante, note di fragola (quasi in confettura) ma mai ruffiano e poi alloro e acciuga e pepe, ampio. Al gusto si conferma succoso, pieno e fresco. Uno di quei vini che trova ampio riscontro anche se il mio migliore assaggio assoluto resta un altro

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 2012

Colore rubino acceso, naso leggermente più chiuso ma fine con frutti rossi e neri, sottobosco e spezie che si avvicendano senza prepotenza. Dal carattere affabile nonostante i tannini scalpitanti. Timido nell’esposizione ma molto interessante

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO cru: “POGGIO SANT’ENRICO” 2009

Colore e tonalità colpiscono per vivacità nonostante i suoi 8 anni. Al naso si susseguono sentori di viola, tabacco, leggero sottobosco e poi si apre con un frutto scuro. Ottima la trama, il tannino è leggermente più aggrappante ma molto ben lavorato. Il legno ha fatto il suo lavoro di smussamento senza essere invadente. Vino scuro, introspettivo!

  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO cru: “POGGIO SANT’ENRICO” 2001 

Anche in questo caso colore e sentori ci introducono ad un vino molto giovanile. Mirtillo, mora e una intensa amarena si articolano e combinano a toni sanguigni e pepati. Coerente al palato dove ritrovo il frutto. Corposo con un tannino importante e un retro di mandorla tostata che invita ad un secondo sorso, lungo, fruttato, bevibile. Il mio miglior assaggio.

 

Una nota a parte merita il Rosso di Montepulciano (2015) che ho trovato di grande freschezza e bevibilità. Riconoscibile, in linea con il Nobile a cui è legato ma più immediato e leggiadro, per un uso molto diverso a tavola!

 

Tornerò presto in questa magnifica zona per scoprire ancora di più su questi vini. A presto!

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