Print Friendly, PDF & Email

 

La Piana Rotaliana, in Trentino, si identifica immediatamente con l’autoctono Teroldego, il rosso che conquista la prima DOC della regione (1971) la cui coltivazione coincide con la piana per la quasi totalità. Una pianura alluvionale formata dai fiumi Adige e Noce di circa 400 ettari protetta dalle pareti rocciose di origine glaciale, i cui terreni sono stati poi arricchiti dalle esondazioni del fiume Noce, non a caso deviato dall’impero austro-ungarico a metà del 1800 al fine di bonificare il Campo Rotaliano. Terreni fertili, limosi in superficie, ghiaiosi con ciottoli negli strati sottostanti consentono un perfetto drenaggio in un territorio piuttosto unico nella sua identità tanto che sono falliti diversi tentativi volti a replicare la produzione di Teroldego fuori da questa zona.

La Cantina Rotaliana di Mezzolombardo ne porta il nome e ne traina il successo anche grazie alla brillante spinta comunicativa e commerciale di Massimo Bernardi ponendosi come definito riferimento per la produzione di Teroldego di cui il Teroldego Rotaliano Clesurae  e il Teroldego Rotaliano Superiore Riserva diventano riferimenti produttivi della versione più concentrata, moderatamente calda e generosa.

cantina rotaliana In trentino alto adige region, northern italy

Non basta, fondata nel 1931 e collocandosi come cooperativa di media grandezza tra quelle trentine, offre una gamma ampia per un totale di circa 1.000.000 di bottiglie che oltre a contribuire al successo del Teroldego con diverse e premiate interpretazioni si apre agli spumanti. Così, attingendo dalla vicina denominazione dei preziosi Metodo Classico “Trento DOC”, il loro già premiato Metodo Classico Redor cambia veste rendendosi, a mio parere: “R Extra Brut” insieme a “R Riserva Brut”.

Ho avuto il piacere di provarli in anteprima questa estate e approfitto subito per scriverne sottolineando una elegante coerenza produttiva che regala definizione e piacevolezza senza sovrastrutture.

R EXTRA BRUT:

s.a., 100% Chardonnay, 4,5 g/l di zucchero, almeno 20 mesi sui lieviti.

Tra profumi di mela golden e biancospino il naso fine di questo metodo classico offre una buona intensità sviluppandosi su note più fragranti che verticali. Sullo sfondo un tocco di agrumi canditi mista ad una vena rocciosa e un ricordo vegetale di geranio. Al gusto è teso ma non citrino con buon equilibrio e un sorso armonioso e gradevole più che lungo. Da sottolineare che essendo stato sboccato da soli 2 mesi, meriterebbe un ulteriore riposo in bottiglia per esprimersi al meglio.

R RISERVA BRUT (2010):

25% pinot nero e 75% chardonnay 6,4 g/l di zucchero, almeno 80 mesi sui lieviti.

Naso maturo e “buccioso” con leggera nota ossidativa che va ad arricchire un quadro olfattivo di elegante fattura: buccia di mela annurca, torrefazione, frutta secca e mallo di noce. Bolla cremosa, pieno e di buon corpo al sorso, maturo ma sempre supportato da un’ottima freschezza. Composto e fine, in perfetto equilibrio.

 

Condividi: