The historical STAG’S LEAP WINE CELLAR which has made California known worldwide

VINO - Fuori dall'Italia di 3 novembre 2013 2 Comments

(ENG version – segue versione ITA)

I had good reviews and I can now confirm this is a great winery where I had a very nice tour well balanced with the professionalism of Aaron the Hospitality Supervisor.

This is an historical winery (today own by the Italian family Antinori) the one who won the famous competition in Paris in the 1976 con il Cabernet nowadays known as SLV – Stag’s Leap Vineyard) and which made California famous worldwide. (see the old post on the blog here). Inevitable the book about the competition on the shelfs.

I had the chance to try the chardonnay as well as the 3 important cabernet, the one I preferred is maybe the SLV itself with a very fruity bouquet and a long aroma of figs jam. Interesting also the CASK 23, stronger, more complex and which should last longer than the others.

“Tha competition in Paris has demonstrated that good wines can be produced wherever the right terroir combines the passion”, this is the most important message. Very interesting also the cave where they also organize suggestive events, for example  a private one where guests left their shoes at the entrance to follow the path enlighten only by small candles on the floor. Moreover is also possible to admire the hands’casts of the people who worked here in the winemaking, included the hand’s cast of our Italian friend Cotarella”.

But pay attention, this is STAG’S LEAP WINE CELLAR and not the close winery Stags’ Leap winery that changing some letters creates confusion. And this is wine the original STAG’S LEAP WINE CELLAR specify that on the back of the business cards using the excuse of providing public with “notes of distinction” including the name of the production area which is “Stags Leap District” itself.

 

(versione ITA)

Me ne avevano parlato molto bene di questi vini ed effettivamente non posso negare, affatto! Una bella visita con molti spunti di mktk&comunicazione, una bella accoglienza ben bilanciata dalla giusta dose di professionalità.

STAG’S LEAP WINE CELLAR è una cantina storica, recentemente acquistata da Antinori, quella che ha vinto la competizione in Francia del 1976 (vedi libro) con il suo Cabernet (oggi conosciuto come S.L.V.- Stag’s Leap Vineyard) e che, così, ha reso famosa la California. (vedi l’introduzione alla cantina nel vecchio post qui)Immancabile il libro tra gli scaffali del wine shop e gli altri gadget.

wines and soil

wines and soil

Il tour è guidato da Aaron, direttore dell’ospitalità. Proviamo insieme lo chardonnay e i 3 cabernet di punta, di 3 diversi vigneti, molto, molto interessanti. Il mio preferito forse è proprio il SLV, fruttato al naso e al palato che esplode nel retro con un forte sentore di marmellata di fichi. Interessantissimo è anche il CASK 23, più complesso, “duro” che pare possa invecchiare molto, più degli altri.

“La competizione parigina non ha fatto altro che dimostrare che i vini di qualità si possono produrre ovunque ci sia un terroir adatto e la passione”; ecco il messaggio principale. Serve fare sistema, cosa che forse in Italia ancora manca per molti versi. Bella la “cave” dove –tra l’altro- si svolgono diversi eventi, anche molto suggestivi, ad esempio mi raccontano di un evento per il quale hanno illuminato il percorso con candele chiedendo agli ospiti di percorrerlo a piedi nudi.

Inoltre all’esterno della cantina è possibile ammirare il calco della mano di tutti i coloro che, in un modo o nell’altro, hanno collaborato alla produzione vinicola, tra i quali il nostro amico Cotarella!

hands of time

hands of time

Ed è bene specificare: stiamo parlando di STAG’S LEAP WINE CELLAR e non di Stags’ Leap winery, una cantina vicina che cambiando qualche lettera si confonde con l’originale. (così come mi chiariscono in molti e così come viene specificato nel retro dei bigliettini da visita con la scusa di dare “informazioni distintive” come ad esempio il nome dell’area di produzione che si chiama proprio “Stags Leap District).

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