La passione comunicativa di Marco Capitoni è proporzionale alla definizione dei suoi vini.
Siamo in Val d’Orcia dove si produce “il vino più bello del mondo” grazie al riconoscimento Unesco della valle dal 2004 (leggi qui).
Gli ettari sono 50 con l’abitato al centro. La famiglia Capitoni parte con cereali e ulivi insieme agli allevamenti. Il vino era poco e destinato all’uso famigliare. La svolta arriva tra 1996 e 1997 e poi, conseguentemente, con la prima bottiglia nel 2001 che prende il nome della famiglia “Capitoni”. Seguono il “Frasi”, con un pensiero di Marco diverso ogni anno in etichetta, nel 2005 e il “Troccolone”, lavorato in anfora, nel 2015.
I vigneti, in gestione sostenibile, sono su terreni di origine pliocenica con stratificazione di sabbie e – in prevalenza – argilla con affioramento di fossili. Le piante sono accarezzate da una brezza costante e non c’è quasi mai nebbia. Gli ettari vitati sono 6 per un totale di 20.000 bottiglie, qualche altro ettaro è in lavorazione ma non si allargheranno molto di più per mantenere un controllo diretto sulle lavorazioni.
Bellissima la vista dalle vigne, accogliente la bottaia con le opere di artisti che ospitano per esposizioni.
Iniziamo con i campioni di botte e subito con quelli in anfora: il Sangiovese destinato al Troccolone. L’uso dell’anfora è un “pallino” di Marco secondo il quale è il miglior contenitore per avere stabilità e ossigenazione in breve tempo senza – quindi – perdere i primari ma evitando interferenze aromatiche come quelle del legno.
Ecco, invece, gli assaggi in bottiglia di questa occasione.
- “FRASI” ORCIA SANGIOVESE RISERVA DOC 2019
Sangiovese 100%
Naso intenso di frutta nera, terriccio bagnato e radici poi violetta ma anche una nota mentolata. Al palato è denso con tannino maturo. Non cede all’esuberanza del frutto trattenendosi sull’eleganza.
- “CAPITONI” ORCIA RISERVA DOC 2018
80% Sangiovese, 20% Merlot (la percentuale del Merlot in questa annata è un po’ più alta del solito).
Naso invitante con frutta secca, cenere, frutti di bosco e macchia mediterranea. Piuttosto rotondo con un carattere fruttato più evidente e immediato data la maggiore presenza di Merlot ma considerando la prevalenza di Sangiovese resta asciutto e dalla struttura tannica importante. Probabilmente più compiuto del 2017 nonostante non abbia ancora completato l’affinamento in bottiglia.









