Altemasi è un nome ben noto per le bollicine Trentodoc, ben riconoscibile e disponibile nei locali con carte dei vini curate, capaci di segmentare e organizzare l’offerta per tutti i gusti e tutte le tasche. Un brand affidabile e concreto in tour in Italia in abbinamento alle eccellenze del posto. Non a caso, a Napoli una delle tappe è stata Crudorè, probabilmente il ristorante di pesce più raffinato in città.
Altemasi è il marchio dedicato al Metodo Classico di Cavit, grande realtà cooperativa trentina nata nel 1950, che raccoglie il lavoro di oltre 5.000 viticoltori. La cantina spumantistica è stata inaugurata nel 1993 e il nome stesso richiama i «masi più alti», quelli dei vigneti di montagna, tra i 450 e i 750 metri, dove Chardonnay e Pinot Nero beneficiano di importanti escursioni termiche. L’altitudine è da sempre uno dei punti di forza del Trentodoc, oggi ancora più strategica per preservare freschezza e acidità in un clima che cambia.
Dunque una grande possibilità di scelta per costruire la ricetta giusta e garantirne la costanza stilistica. E poi la cantina ipogea, dove la temperatura si mantiene naturalmente costante anche in estate, condizione ideale per i lunghi affinamenti e sostenibilità.
La concretezza del brand si scopre proprio dal prodotto di partenza, il Millesimato con cui siamo stati accolti, prima di procedere con i pezzi grossi: Pas Dosé 2020, Rosé e soprattutto Riserva Graal 2018. Un percorso che attraversa una fascia di prezzo indicativamente compresa tra i 20 e i 50 euro.
In attesa di assaggiare anche l’ultima nata, Altemasi Gran Cuvée, interpretazione dello Chardonnay attraverso una selezione di diverse annate e diverse lavorazioni (affinamento che attraversa legno, acciaio e cemento) ma non una riserva perpetua.
Niente urla o schiamazzi: prodotti centrati, equilibrati, che si rivelano una garanzia anche per gli amanti del bere bene senza necessità di introspezioni tecniche. Il connubio con Crudorè ha reso ancora più elegante l’assaggio, proprio per l’attenzione di un locale e di una cucina che da anni ormai a Napoli si distinguono per le materie prime e la saggezza nelle mani di chi le lavora. Atmosfera sinuosa, cucina a vista e un servizio professionale a dir poco.
Altemasi Millesimato Brut 2022
Blanc de Blancs, 100% Chardonnay, 5% in legno, almeno 30 mesi sui lieviti. Cremoso ed equilibrato, agrumi e crosta di pane appagano per un sorso classico, secondo le aspettative. Tra i miei preferiti.
Altemasi Pas Dosé 2020
60% Chardonnay, 40% Pinot Nero, in legno, 50 mesi sui lieviti, senza malolattica. Sobrio e sottile, vuole ascolto al calice: timida mela, poi fiore bianco e anice, finale di nocciola e chiusura austera.
Altemasi Rosé
Non millesimato, 60% Pinot Nero, 40% Chardonnay, minimo 15 mesi sui lieviti. Liquirizia e fragolina matura, sorso leggiadro, sapido.
Altemasi Riserva Graal 2018
70% Chardonnay, 30% Pinot Nero, 70 mesi sui lieviti, da vigne vecchie, pluripremiato. Una parte in barrique usate e usatissime, malolattica svolta. Il più elegante, complesso: torrefazione e sesamo come nota più originale, oltre a crosta di pane, zucchero filato, chinotto, pepe bianco e arancia candita. Preciso, ricco, con buona struttura che non va a sopraffare l’eleganza.











