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Quando si affronta l’Abruzzo si pensa automaticamente al ricco rosso Montepulciano d’Abruzzo e all’intenso Cerasuolo, il rosato frutto della stessa uva (Montepulciano, appunto) così come al bianco più rappresentativo della regione: il Trebbiano d’Abruzzo. Vini intorno ai quali si è a lungo stabilizzata una chiara identità regionale e ai quali si associano territori produttivi più spesso collocati verso il centro-nord riorganizzati nelle specifiche denominazioni come, ad esempio, quella che è stata per anni l’unica DOCG abruzzese: Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG.

Il quadro generale è però in evoluzione, oggi più che mai, sia in Italia sia all’estero. Lo spettro si allarga alla ricerca di profili non replicabili tanto strettamente legati ai territori di appartenenza e quindi a vitigni autoctoni e tradizioni produttive che, quando è il caso, appare opportuno riproporre reinterpretandoli per mezzo delle conoscenze e delle esperienze maturate.

In Abruzzo questo si traduce, ad esempio, nell’apertura a vitigni bianchi dalle notevoli potenzialità come Pecorino o Passerina, e non solo in termini di scelte aziendali ma anche in termini legislativi se si pensa alla recente promozione della DOC Tullum a DOCG (da luglio 2019), nel territorio di Chieti, a sud della regione abruzzese. Seppur limitata nelle proporzioni, la denominazione è in grado di rappresentare un potenziale e trascinare con sé una trasformazione che, in un modo o nell’altro, comporta una crescita di territorio e di mentalità.

cantina tollo, abruzzo

Tra i protagonisti indiscussi del territorio c’è Cantina Tollo, cooperativa nata nel 1960 che oggi lavora su un totale di circa 3.000 ettari. La trasformazione arriva negli anni ’70 quando si affianca il vino imbottigliato allo sfuso e cresce l’investimento sulla qualità. Oggi Cantina Tollo è la holding di un gruppo con diversi soggetti inclusa una società di distribuzione; tra questi c’è Feudo Antico, marchio 100% della Cantina Tollo, con focus sulla denominazione Tullum/Terre Tollesi.

Ecco alcuni dei miei migliori assaggi dei vini firmati “Feudo Antico”.

  • PECORINO BIOLOGICO TULLUM DOC 2018

Fermentazione spontanea con permanenza sulle bucce e fermentazione in cemento, affinamento in acciaio e cemento. Non filtrato né stabilizzato.

Intenso nel colore e nella personalità. Profuma di erbette, lavanda e mela golden ma sono compattezza e precisione che colpiscono al di là della complessità dei sentori. Bellissima la trama, ottima l’equilibrio tra l’acidità tipica del vitigno e la materia. Lungo, appagante.

rosato biologico terre di chieti igt 2018

  • ROSATO BIOLOGICO TERRE DI CHIETI IGT 2018

Montepulciano 100%, breve criomacerazione in pressa e pressatura soffice, fermentazione e affinamento in legno di rovere e acacia, non filtrato.

Naso d’impatto, invitante con note di amarene fabbri e, in generale, frutti rossi maturi. Sorso pieno, succoso con finale di liquirizia amara che lo ravviva. Equilibrato e con ulteriore margine di evoluzione.

feudo antico – vini

  • “In Anfora” TULLUM ROSSO DOP 2017

Una creazione recente di Montepulciano 100% ispirato ai metodi antichi: vinificazione in anfora con follatura manuale, 11 mesi sulle bucce.

Carico già nel colore. Al naso è etereo con note di inchiostro, frutti di bosco, cannella e cacao. Denso, concentrato e giustamente tannico al palato, ottimo il bilanciamento complessivo con l’acidità che lo rende assolutamente bevibile nonostante un potenziale di invecchiamento da non sottovalutare.

 

  • ROSSO RISERVA TULLUM DOC 2015

Frutto di una selezione di vecchi cloni di Montepulciano, vinificato in purezza in acciaio e affinato in cemento e barrique di rovere francese nuove.

Al naso: sandalo, sfumature tostate, viola pestata e ciliegia in conserva. Al palato è “piacione” con note di spezie dolci e morbidezza abbastanza spinta, tannino presente ma maturo. Uno stile più internazionale con note di legno più marcato ma pur sempre pulito e coerente.

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