L’abbinamento cibo vino e relativi menù degustazione sono parte così integrante della nostra cultura da darli spesso per scontati. Invece, se penso, ad esempio, alla California, qui sono stati un modello di riferimento spesso replicato. Inoltre, resta una delle pratiche di successo per raccontare un territorio, una cultura e per evocare stili e tradizioni che resteranno impresse nel loro complesso.
E quando un ristorante garantisce una sinergia piena, una fusione completa tra cucina, sala e lista vini, quando nessuna delle due impostazioni prevale sull’altra, l’esperienza si configura realmente appagante specialmente per coloro che hanno la curiosità di abbinamenti sempre nuovi e ben presentati.
Aldivino ristorante a Corciano (PG), in Umbria, ha trovato il suo equilibrio nell’operato congiunto dello chef, Enrico Pistoletti e del sommelier Emanuele Rugini. Aperto nel 2020 ma, causa Covid, è stato operativo per massimo 7 mesi.
Enrico, dopo esperienze in ristoranti stellati italiani così come a Londra e Svizzera, cerca la sua strada mescolando tradizione e creatività senza perdere mai di vista le sue origini lombarde. Emanuele, perugino di origini, dopo esperienza diverse in ambiti correlati: enotecario, ristorativo e di sommellerie sceglie di investire nel suo territorio con una competenza mossa da quella passione che dinamizza la selezione e il racconto.
Ecco i piatti che ho degustato di recente:
– Intriganti e golosi gli assaggi del “benvenuto” (oliva liquida, melanzane alla parmigiana, pomodorino ricostruito [in memoria del pomodoro ripieno di tonno], finto tartufino [ai fegatini])
– Un cocktail di gamberi contemporaneo con gambero di Mazara del Vallo in tre cotture (crudo, scottato, fritto)
– Originale e molto equilibrato il secondo antipasto: canestrelli, animelle e corniolo, il cui seme (il pepe dei “poveri”) è servito a parte in chiusura per pulire completamente il palato
– Tonetto tonnato vitellato: un vitello tonnato al contrario oserei dire, tra gli assaggi più goduriosi
– Uno splendido e cremoso spaghetto (monograno Felicetti) ostrica e lampone: un “casual chic”
– Rombo (in farina di riso), asparagi e buerre blanc allo zafferano di Corciano che, insieme all’agnello peperoni e patate fa delle salse un accompagnamento vitale
– La granita di pomodoro, mandorla e cioccolato di modica è altrettanto azzeccata prima di arrivare ai dessert
– Originale e sfiziosa la lemon tarte rivisitata

– Più classici i dessert al cucchiaio: pistacchio e lampone
– Coloratissima la piccola pasticceria.
I vini abbinati, per niente scontati:
– Oscarì di Sella e Mosca, Torbato metodo classico Brut 2017
– M, Chateau di Montegueret 2016
– Con lo spaghetto azzardiamo un vino dolce: PalmArgentina di Costaripa 2021
– Verdicchio dei Castelli di Jesi 2019 di Umani Ronchi
– Con la carne un Montecucco Sangiovese DOCG 2015 di Tenute Folonari (Vigne a Porrona)












