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Raccontare Venissa significa fare un tuffo nella Venezia nativa, nella sua storia e nelle sue tradizioni. Perché questo vino non è solo un esercizio di recupero del vitigno locale o di espressione stilistica ma un prodotto di estrema profondità che ti accoglie in degustazione con una ricchezza che esprime tutto quanto vi ruota intorno.

berta battiloro

Infatti, anche il vestito racconta da dove proviene: il vetro di Murano e l’etichetta d’oro prodotta dall’ultimo battiloro artigianale d’Europa. Due artigiani, Berta Battiloro e la fornace Albertini Spezzamonte, in tandem, per la realizzazione di una bellissima ed elegante bottiglia. Ogni anno una diversa etichetta, cioè la foglia d’oro, e un titolo diverso per ogni annata: Venissa: Le Annate – Venissa (vedi foto copertina).

alberto spezzamonte

Entriamo nel dettaglio, il vitigno di questo “bianco come un rosso” è il Dorona, indigeno dell’isola, che ha rischiato l’estinzione per evidenti difficoltà come l’acqua alta. Le immagini raccontano bene il suo fascino ma anche le difficoltà. E ottenere un vino di classe da un’uva poco conosciuta che offre, quindi, poche occasioni di confronto anche sulla prova del tempo non è cosa da poco. Un autoctono all’ennesima potenza visto il terroir ostile: si pensi a sale e venti. Il risultato è impressionante.

vigneti venissa sommersi

Il progetto è di Bisol che ritrova tre piante a Torcello nel 2001, ripianta nel 2006 per mezzo di selezione massale con risultati complicati delle prime analisi. Nonostante questo si sfidano i dati e si va avanti considerando che in passato, in qualche modo, era stato pur fatto, finché si arriva alla prima annata ufficiale, la 2010, sul mercato nel 2015. Oggi il figlio aggiunge impronta sostenibile, anche sul piano sociale.

vigna torcello

Il nome dell’uva deriva dal colore dorato ed è un incrocio tra Garganega e Bermestia, è resistente alle muffe, come immaginabile visto il contesto, e i filari a piede franco sembrano funzionare meglio del porta-innesto. Sono arrivati a spostare la vendemmia da fine agosto al 15/20 settembre senza perdere l’equilibrio grazie all’acidità di base. Venusa è lo stesso vitigno con stesse vinificazioni ma minore concentrazione a seconda della selezione in vigna. Entrambi fanno macerazione (5/7 giorni contro i 25/30 di Venissa) poi cemento vetrificato (2 anni contro i 4 anni di Venissa).

venissa wine resort

VENUSA 2021 ha una buona intensità di naso maturo con note di buccia di mela golden, humus, mallo di noce e un palato pieno, leggermente asciutto, compatto ed equilibrato.

VENISSA 2019, tema “Integrità”. Naso intenso e stratificato di cotognata, cenere, mela fermentata, radici e canfora; al sorso asciuga al punto giusto; caldo, masticabile, si imprime sul palato per restare. Il suo carattere è nella struttura.

VENISSA 2016 “Simbiosi”. Bouquet goloso con note di zucchero filato, frutto esotico, ginestra appassita e poi erbette; al palato è più sapido che fresco ma vivace.

VENISSA 2014 “Resilienza”. Dal carattere ossidativo che passa attraverso le note di frutta secca, torrefazione e marsala con tocco balsamico. Coerente al palato, più austero.

VENISSA 2011 “Oriente”. Naso intrigante, unico grazie ai profumi di latte di mandorle, curcuma, miele, yuzu e mandarino candito; naso infinito e penetrante grazie al mix di spezie che si combina con incenso, caramello e albicocca secca. Sorprende anche al gusto: giovanissimo, scattante con finale sapido e retro di tè alla menta.

(leggi anche del ristorante stellato del wine resort qui)

 

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