Citadelles du Vin è il concorso di Bordeaux, oggi alla sua 24ma edizione. Come spesso accade per i canali francesi è molto seguito sui mercati asiatici quindi ambito dai produttori interessati specialmente a quelle zone (leggi qui circa i risultati) e non solo.
Oltre che come giudice, quest’anno ho avuto il piacere di ricoprire un ruolo di grande prestigio e altrettanta responsabilità insieme al collega Simon Cassina: tenere una master class sulla zona focus scelta quest’anno, il Sud Italia continentale (cioè isole escluse, per evitare confusione tra le troppe diversità). Infatti, ogni anno, Citadelles du Vin organizza un focus di approfondimento per i giudici internazionali del concorso invitando un esperto di quella zona per una lezione guidata.
Una panoramica che ha riscosso ancora più curiosità di quanto mi aspettassi. Le domande su come leggere le etichette per essere sicuri della varietà legata alla denominazione, le differenze tra territori limitrofi, l’importanza dei vulcani e la capacità di leggere i tratti fondamentali dei vitigni selezionati per rappresentare le diverse regioni coinvolte sono stati solo alcuni degli approfondimenti.
Cinque, quindi, le regioni coinvolte: Molise con la sua Tintilia, Campania con 2 bianchi molto diversi come la Falanghina dei Campi Flegrei e il Fiano di Avellino; la Calabria con un bianco da Greco bianco; la Puglia con un rosato da Primitivo e un rosso da Susumaniello; la Basilicata con l’Aglianico del Vulture.
Il successo non sarebbe stato così scontato se non fosse garantita la qualità massima delle referenze quindi ci tengo a complimentarmi anche qui, pubblicamente, con i produttori che ne hanno preso parte. Ed ecco alcune note emerse nel corso della degustazione con i prestigiosi giudici internazionali, ospiti della competizione:
“Alfieri bianco” Calabria IGT 2023 – ZAGARELLA: immediato e sincero, dal carattere fruttato e gioviale per un assaggio che mette tutti d’accordo, di grande equilibrio e piacevolezza
“Collina Viticella Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2022 – CANTINE CARPUTO: territoriale e verace, in linea con la sua terra, vulcanica e solare. Austero, verticale, presente con un finale allungato dalla scia sapida, il profilo è arricchito da una trama setosa
Fiano di Avellino DOCG 2022 – DI MEO: complesso e stratificato al naso per un palato ricco nella sua finezza; un vino in perfetto equilibrio, disegnato intorno a una materia che lo allunga e ne supporta il potenziale di invecchiamento; godibile oggi così come negli anni senza perdere in eleganza
“Chakra rosato” Puglia IGT 2023 – GIOVANNI AIELLO ENOLOGO PER AMORE: un altro vino che non tradisce la sua provenienza mediterranea già nel colore vivo e deciso che annuncia un rosato saporito, gastronomico, di carattere, con etichette realizzate a mano
“Oltremé” Brindisi Susumaniello Rosso DOC 2020 – TENUTE RUBINO: goloso, rotondo, di facile approccio; consente di scoprire un vitigno meno scontato senza sovrastrutture di sorta giocando con lavorazioni e con il tempo
Tintilia del Molise rosso DOP 2021 – TENUTE MARTAROSA: una scoperta per molti ospiti che ha colpito per la capacità di combinare personalità decisa e avvolgenza, deciso e accogliente al contempo sin dall’analisi olfattiva che ha anticipato l’assaggio di un vino intrigante prima che strutturato
“Titolo” Aglianico del Vulture DOC 2021 – ELENA FUCCI: un vino possente che non sfocia mai in un approccio aggressivo; l’ampiezza al naso anticipa un sorso strutturato dal potenziale infinito. Vino profondo, preciso nel suo racconto della magica combinazione tra vitigno e terra di origine

















