Attinge dall’astrattismo quando, a soli 20 anni, vince il concorso incentrato sulla creazione della cartellonistica per il colorificio I.C.I; sostiene la forte interazione tra pubblicità e pittura che probabilmente prova la qualità e il valore di opere che vanno al di là di estro e genialità.

armando testa – ca pesaro venezia – sono convinto che tra pittura e publicità debba esserci un’interazione totale
Estro e genialità stimolate anche dai limiti dell’arte pubblicitaria del periodo se si pensa alle rigide regole del Carosello anche circa la menzione dei brand. E molti esempi ruotano proprio intorno al mondo dell’enogastronomia di cui si ricordano facilmente alcune delle campagne più creative del settore, tutte firmate Armando Testa, dal digestivo Antonetto al Vermouth Punt e Mes di Carpano e, ancora, gli spumanti: Martini, Gancia, Asti Riccadonna e poi il famoso caffè Paulista di Lavazza.
Difficile trovare oggi degli esempi tanto validi o quantomeno iconici in un settore in cui si è persa molto dell’ironia che a sua volta fa parte di certe creazioni, vedi la pubblicità della Sanpellegrino con cui si augura “buona sete!”
L’enogastronomia è un mondo in cui, se pensiamo ai vini (da collezione) e alla ristorazione di alta fascia, presenta molte sovrastrutture, e osare con la sveltezza del packaging non è sempre apprezzato. Testa, già in tempi non sospetti, decide di spogliare il cibo di ogni orpello per esaltare il prodotto tipico quando nel 1968 crollavano i miti della tradizione e afferma “nel mio mestiere devo esaltare quotidianamente il cibo tra posate preziose, bocche avide, piatti scintillanti ma a volte provo il desiderio di […] interpretare spaghetti, frutta, prosciutto e uova i liberi e voluttuosi accostamenti e fare dell’arte visiva in cucina”. È così che nascono la poltrona di prosciutto, un pezzo di parmigiano che ricorda i faraglioni di Capri, la tovaglia di mortadella.
‘Quanto è attuale’ penso mentre passeggio tra le sale intrise di un’efficace inventiva. Un tale approccio andrebbe oggi a sposare valori condivisi ma prevalentemente sul piano teorico: l’essenzialità della cucina italiana così come alcuni dei correnti tormentoni della comunicazione del vino come il “vino naturale” o il messaggio diffuso per cui “il vino si fa in vigna, senza troppi interventi”…
Ca’ Pesaro (Venezia) inaugura la nuova stagione espositiva 2024 con una grande mostra dedicata ad Armando Testa (1917-1992): geniale creativo piemontese, allievo di Ezio D’Errico resosi protagonista della cultura visiva contemporanea “con capolavori figli di una pluralità di espressioni” come da presentazione della mostra veneziana stessa.










