Quello che colpisce di Cantina del Vesuvio è la capacità di combinare la territorialità e le eccellenze di una terra speciale con un modello che facilmente si associa ai californiani, tra i maestri dell’ospitalità; sicuramente tra coloro che sono arrivati prima e ne hanno colto le opportunità in anticipo rispetto a tanti altri paesi, spesso prima di quelli “tradizionali” proprio come l’Italia. Ne ho scritto e parlato tanto avendo un trascorso in California per studio e lavoro, a seguito del quale ho pubblicato un rapporto di confronto Italia-California su Wine Business Monthly.
Un tema, quindi, per me, molto caldo e al quale tengo molto anche vista la mia recente specializzazione e le collaborazioni in ambito enoturistico. L’ospitalità in cantina non è solo una (bella) opportunità di business e di diversificazione ma anche una concreta strategia integrante per la comunicazione territoriale a favore anche della percezione stessa del prodotto, che può cambiare e rendersi più efficace.
L’approccio di Cantina del Vesuvio risponde a tutti questo grazie un’ospitalità verace, solo apparentemente semplice, professionale e molto strutturata, che fa leva sul fascino di un territorio come quello del Vesuvio.
Il merito è della lungimiranza di Maurizio Russo che ha investito nell’azienda di famiglia conscio della visione e delle innate capacità del figlio Giovanni, il cui quadro è completato dalle “cooking class” di Ester Grosso nel suo angolo tipico e accogliente e dal cui libro ‘Da Capri al Vesuvio’ (viste anche le sue origini capresi) si attinge con soddisfazione.
Insomma, a pochi minuti da Napoli, si può raggiungere una terrazza con una doppia vista: Vesuvio da un lato e golfo di Napoli dall’altro e degustare i prodotti tipici del territorio – a partire da uno splendido spaghetto al pomodoro – abbinati ai vini aziendali. Vini che, tra l’altro, sono acquistabili solo direttamente tramite azienda/wine club in stile, appunto, californiano. Un modello facilitato dalla straordinarietà di certi prodotti, di quella vista, dei profumi.












