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L’approccio è gioviale a favore di un percorso dinamico a tappe che prevede anche uno stop in cucina per l’assaggio del pane nel pentolone di ragù, come da tradizione domenicale in famiglia, e che in cantina offre un’atmosfera particolarmente calda, romantica. E poi, alla fine, ti ritrovi lo chef alle calcagna perchè ti rincorre all’uscita per l’ultima golosità (frittelle al cioccolato, alla spagnola), e questo dopo aver scattato una foto-ricordo istantanea da portare a casa.

neve su guantone

Ai fratelli Izzo brillano gli occhi, non fanno questo lavoro per costrizione o inerzia, nonostante sia partito tutto dall’esempio dei genitori di Emanuele, Valerio e Maicol – lo chef -, dalla loro braceria e dall’investimento nell’attività di famiglia fino ad oggi, con il raggiungimento di 2 stelle Michelin.
Sono dentro al progetto, sono loro stessi il progetto, ancor prima dei piatti e dei vini. La loro propria personalità permea ogni scelta con fare giovanile che non perde di vista la professionalità anche in sala.

finta arancia

Emanuele ha una finezza innata che ti  accarezza lungo il percorso e Micol nasconde dietro a un sorriso un sapere che dimostra di aver interiorizzato insieme alle importanti esperienze, su tutte: Tickets a Barcellona.

pappacella – esplosione

Se ne avessi scritto immediatamente, a seguito del mio pranzo, non avrei colto il succo della visita, mi sarei limitata alla recensione dei piatti, sebbene ne avrei avuto da scrivere; ma i menù cambiano, le portate si alternano seppur fungano da esempi. Ma essere a Piazzetta Milù (castellamare, NA) significa essere accolti dall’abbraccio dei fratelli che rompono le frequenti ingessature proprio con la giocosità.

spiedino

un baba diverso

 

 

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