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Il progetto di Nicola Biasi è ambizioso e sofisticato.
Ambizioso sin dagli esordi quando ha deciso di vinificare a 1000m di altezza, a Coredo (TN). Ne confermò l’osticità l’andamento vendemmiale (e la neve) che poi diede il nome al vino: Vin de la Neu! Ma ci ha creduto ugualmente e ha avuto ragione.

vin de la neu 2021 – nicola biasi

Un esempio solido a supporto della sua teoria sui resistenti dai lineamenti chiari e volti all’eccellenza.
Se c’è qualcuno cui affidarsi in questi termini è proprio lui. Non a caso alla guida della Rete d’impresa “Resistenti” e consulente di diverse realtà con prove in cantiere perfino nelle Marche.

Sono stata da lui agli esordi, incuriosita da un progetto che stava già sconfinando.
Apprezzai innanzitutto la persona, il professionista, e non c’è fondamenta che tenga meglio. Mi colpì l’acidità quasi tagliente e mi chiesi quanto fosse comprensibile ma la finezza era indiscussa e in pochi anni… boom, non ho più niente da dire.

vin del la neu – nicola biasi – legni Kadar

VIN DE LA NEU 2021 DI NICOLA BIASI

Il vino è adesso compiuto nel senso più pieno: il suo sogno è di creare un vino nello stile dei migliori Champagne, naso complesso e bocca fresca che non stanca. L’annata 2021 ha un naso intenso e definito con note sottili di agrume candito, pepe bianco, vaniglia integrata e fiori bianco con soffi vegetali e salmastri al contempo. Il palato è coerente, appagante e lungo. Conviene con me sulla compiutezza per diversi motivi: il vigneto è finalmente maturo così come lui stesso ha potuto aggiustare il tiro, inoltre è il primo anno di affinamento in botti Kadar che a suo avvio ha influito sullo stile a sua volta.

VIN DE LA NEU – nicola biasi – hospitality

Non solo, è anche pronta la cantina con ospitalità esclusiva che prevede la sua presenza, altrimenti che senso avrebbe.

Ad maiora.

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