Il nuovo corso del Veritas di Stefano Giancotti, a corso Vittorio Emanuele (NA), con lo chef Caputi (qui da marzo 2024), sembra aver trovato la giusta dimensione. La materia prima viene padroneggiata senza perdere di vista l’obiettivo principale ma non sempre scontato: il gusto.
La sala è moderna, il personale professionale ma vivo, dal fare non automatico e, consentitemi di dirlo, la sommelier, Maria Cristina Di Falco, veramente brava per una scelta di vini ben selezionata a partire dalle eccellenze – e spesso le novità – campane.
Tre i menù disponibili: Essenziale (3 portate a scelta) e poi Autentico e Libero con numero crescente di portate. La panoramica completa offerta da ‘Libero’ mi consente di attestare una filosofia centrata, per cui gli azzardi sono ben controllati, gli equilibri rispettati e la creatività messa a servizio del piacere ed evitando biblici tempi di servizio.
L’esempio più eclatante è il gambero con latte di mandorla e polvere di liquirizia nel suo bilanciamento godurioso. Poi, “I 3 funghi”, quindi il cardoncello all’insalata (con flan e anche ristretto di funghi, molto orientale), arrosto e con aspic (con salsa di garofano e prezzemolo), dimostrano padronanza (vedi foto di copertina).
Il contrasto di temperature del tubetto al riccio con mandorla e finocchio di mare è molto controllato e delizioso; così come il plin di carciofi, maggiorana e aglio arrosto seppur più deciso.
Perfetta la cottura dell’agnello con un mix di spezie che richiama la torta salata con agnello, servita con salsa al prezzemolo, piatto molto buono nonostante il pizzico di sale in eccesso.
Originale il dessert che combina l’amaro della genziana e l’acidità dello yogurt con la polvere di cioccolato bianco.










