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Da oltre dieci anni, Campania Stories accende un faro sull’anima enologica della regione. Un evento pensato per la stampa di settore, che ogni anno richiama giornalisti da tutto il mondo grazie a una formula rodata: tour nei territori e sessioni di degustazione ben organizzate.

Quest’anno si è svolto nei territori Vesuviani dal 18 al 21 maggio. Il programma, infatti, prevede approfondimenti sui territori – con tappe tra vigne, cantine e produttori – ma anche sessioni di degustazione, scoperte o alla cieca. Ogni giornata è dedicata a un focus: bianchi e poi rossi e rosati da tutte e 5 le province campane che stanno vivendo una stagione di crescente attenzione da parte della critica.

Proprio su questi ultimi, come co-curatrice della guida ai migliori rosati d’Italia, 100 Best Italian Rosé, ho seguito con particolare interesse lo sviluppo dei rosati campani. Ecco i miei assaggi preferiti di questa edizione:

Ecco il testo con solo i nomi delle aziende e dei vini in corsivo, mantenendo la punteggiatura e lo stile invariati:

Per i rosati l’estetica ha un peso diverso, ulteriore (che si abituino gli integralisti tout court: non è una bestemmia, è un plus). Dunque ben fatto, e ancora meglio proposto, il Vetere di San Salvatore, che conquista sempre maggiori quote con formula semplice e immediata in bottiglia pluripremiata.

Già premiate sono anche le bellissime etichette di Guerritore che rispecchiano lo stile fine dei vini come il rosato, appunto, Diecimare 2024.

Ci spostiamo sul versante vulcanico più noto della regione con il Lacryma Christi del Vesuvio di Cantina del Vesuvio 2024, saporito e gastronomico, a completamento di un’incredibile offerta eno-turistica.

Ancora una conferma, il Lacryma Christi 2024 di Massimo Setaro, elegante e territoriale, che apprezzeremo ancora meglio tra qualche mese.

Un vino che mette tutti d’accordo è il Pompeiano IGT 2024 di Bosco de’ Medici a riprova del potenziale del Vesuvio per la categoria.

Infatti anche il Gelsorosa 2024 di Villa Dora non si discosta da un discorso qualitativo che coniuga eleganza e carattere.

La personalità non può mancare al rosato irpino, quello di Macchie Santa Maria in questo caso: Ophelia 2024.

Continuano a convincermi i vini di Cantina dei Quinti, il Volcei 2023 è nel suo momento.

 

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